Ecomed, tra Mediterraneo allargato e sicurezza energetica

di Alarico Lazzaro

Grande successo per la rassegna “ECOMED”, il 18 Green Expo del Mediterraneo, al centro “SiciliaFiera” di Catania, a cui prende parte anche Ambiente d’Italia.

Torna in Sicilia l’appuntamento annuale della ribattezzata “Green Expo” che quest’anno vede come focus di riferimento il Mar Mediterraneo tra risorse, energia, acqua e rigenerazione, con uno sguardo anche alla geopolitica dello stesso Mare Nostrum allargato.

Tre giorni di dibattiti e approfondimenti legati al mondo dell’energia e della transizione ecologica, dell’innovazione, impresa e digitalizzazione nelle filiere d’eccellenza del sistema Paese.

Tra le iniziative istituzionali promosse dagli assessorati della Regione Sicilia, con la partecipazione degli stakeholder presenti, ampio spazio alle giornate dell’acqua e dei rifiuti, dell’irrigazione collettiva, dell’energia e dell’ambiente.

Tutti ambiti che valorizzano un profondo sincretismo tra sviluppo infrastrutturale, approvvigionamenti energetici e distribuzione delle risorse.

Valorizzate durante la rassegna anche le partnership con il mondo universitario e della ricerca, un vero volano per il Meridione, con l’allestimento di un’area dedicata sui percorsi professionali legati al trittico “Ambiente, Energia e Sostenibilità”.

Nel corso della sua visita all’evento, il Ministro Nello Musumeci ha sottolineato anche come la lotta ai cambiamenti climatici sia una battaglia di sicurezza e stabilità per decine di migliaia di cittadini, che vivono in comuni spesso impreparati a sostenere l’onda d’urto delle calamità naturali.

Musumeci ha presentato alla platea di esperti e partecipanti all’ECOMED un quadro critico rivolto agli amministratori locali.

Quasi ottocento comuni italiani non hanno mai redatto un Piano di Protezione Civile, altri invece non hanno mai operato con strumenti adeguati o aggiornati alle esigenze del presente.

La sicurezza dei piccoli comuni o delle zone a rischio è una priorità anche per l’attuale esecutivo dal momento che proprio le aree dell’entroterra, rurali e suburbane rappresentano la spina dorsale del Belpaese.

Lo stesso Musumeci ha sottolineato il cambiamento paradigmatico nell’ambito delle calamità naturali e cambiamenti climatici: prevenzione e non ricostruzione.

Sull’economia circolare il Ministro ha poi affermato: “L’economia circolare è la strada obbligata per una maggiore e nuova consapevolezza ecologia”, rivendicando gli ottimi risultati in Regione Sicilia sulla raccolta differenziata.

Una regione virtuosa sul piano rifiuti, come sottolineato da Corrado Clini, oggi consulente del Presidente Renato Schifani.

Clini ha affermato in relazione all’aggiornamento del piano rifiuti regionale: “(…) Identifica tre obiettivi: il recupero del 65% di materia, il recupero del 25% di energia e il 10% di discarica. Il recupero di materia avviene attraverso la realizzazione di 18 impianti, il recupero di energia attraverso due termovalorizzatori e il conferimento in discarica passa dall’attuale 40% al 10% entro il 2030. Sono impegnate risorse già disponibili attorno al miliardo e 300 milioni. Io credo che nel corso dei prossimi due anni, se siamo lenti tre, vedremo uno scenario diverso in Sicilia, che potrebbe anche essere un modello per altre regioni italiane” (Ricicla News).

Tra sicurezza, economia circolare e sviluppo l’ECOMED si conferma così il più importante incubatore culturale in relazione ai temi ambientali e le infinite declinazioni che la quintessenza della causa conservatrice porta con sé.