Efficienza energetica: nuove regole per facilitare l’accesso ai certificati bianchi

A cura di Valentina Osto

Dopo oltre un anno di attesa da parte del settore industriale, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha approvato le nuove linee guida dedicate ai progetti di efficienza energetica, previste in attuazione del decreto ministeriale pubblicato nel luglio 2025. L’obiettivo del provvedimento è semplificare e rendere più rapido l’accesso delle imprese ai certificati bianchi.

La principale novità riguarda il riconoscimento degli investimenti nell’economia circolare e, in particolare, delle attività di riciclo tra gli interventi di risparmio energetico che consentono di ottenere i titoli di efficienza. Fino a oggi gli investimenti legati alla circolarità non potevano beneficiare di questo sistema di incentivazione. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha definito il provvedimento un passaggio significativo per rafforzare i certificati bianchi, considerati tra gli strumenti più efficaci per favorire l’efficienza energetica e sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale, sottolineando inoltre come le nuove disposizioni introducano regole più chiare e procedure amministrative semplificate. La viceministra Vannia Gava ha evidenziato che il nuovo impianto normativo valorizza il contributo dell’economia circolare al raggiungimento degli obiettivi energetici nazionali, premiando le filiere che investono nell’innovazione dei processi produttivi, nell’impiego di materiali riciclati e nell’utilizzo efficiente delle risorse.

I certificati bianchi, rilasciati dal Gse (Gestore dei servizi energetici), attestano i risultati ottenuti in termini di efficienza negli usi finali dell’energia; ciascun certificato corrisponde al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio. Le imprese possono cedere questi titoli, che rappresentano anche uno strumento utile per rendere bancabili i progetti di efficientamento energetico.

Le nuove linee guida, pubblicate sul sito del Gse, intervengono soprattutto sulla semplificazione delle procedure, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti amministrativi e accelerare le attività di rendicontazione dei risparmi energetici derivanti dagli investimenti realizzati. L’intento è rendere più efficiente l’intero sistema di incentivazione, consentendo ai certificati di essere successivamente negoziati e valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dal Gme (Gestore dei mercati energetici), che provvede all’emissione dei titoli su indicazione del Gse, attraverso specifici conti o mediante contrattazioni bilaterali.

Il provvedimento individua, inoltre, alcuni ambiti ritenuti strategici. Oltre agli interventi che combinano efficienza energetica ed economia circolare, rientrano tra le priorità anche l’elettrificazione dei consumi mediante energia rinnovabile in sostituzione dei combustibili fossili, il risparmio idrico indiretto, che contribuisce a ridurre il consumo di acqua connesso all’utilizzo dell’energia, e l’efficienza energetica dei data center.

Le nuove disposizioni rafforzano inoltre gli strumenti destinati a migliorare la bancabilità degli investimenti. In particolare, viene potenziato il meccanismo di anticipazione dei risparmi energetici, che consente di riconoscere in anticipo una parte dei benefici previsti, agevolando così la predisposizione dei finanziamenti e dei piani economici degli interventi. È prevista anche un’estensione della durata degli incentivi per numerose categorie di progetti.

L’inserimento dell’economia circolare nel sistema dei certificati bianchi assume un’importanza particolare per l’Italia, che rappresenta uno dei principali Paesi europei in questo ambito. Nel 2023 il tasso nazionale di riciclo dei rifiuti ha raggiunto il 72%, a fronte di una media europea del 58%. Tra i comparti industriali più avanzati figurano quello della carta, che nel 2022 ha prodotto 6,6 milioni di tonnellate di carta da macero e basa il 60% della produzione sulle materie prime seconde; il settore del vetro, che nello stesso anno ha riutilizzato 3,5 milioni di tonnellate di rottame di vetro, pari al 64% della produzione complessiva; risultano inoltre particolarmente sviluppati anche i comparti della siderurgia e della ceramica.

L’estensione dei certificati bianchi al riciclo rappresenta anche un impulso a una politica nazionale che, sul piano normativo, risulta ancora in ritardo rispetto all’Unione europea. La direttiva europea sull’economia circolare, approvata nel 2023, avrebbe dovuto essere recepita entro ottobre 2025, ma l’Italia non ha ancora completato tale adempimento.

Secondo le stime, il provvedimento consentirà di generare risparmi di energia finale pari a 9,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Inoltre, l’aumento del numero di certificati bianchi disponibili sul mercato dovrebbe contribuire a contenerne il prezzo, cresciuto costantemente negli ultimi otto anni a causa della limitata liquidità del sistema. Attualmente il valore di ciascun certificato si aggira intorno ai 250 euro. Questi titoli vengono acquistati dai distributori di energia elettrica e gas, soggetti al rispetto di specifici obiettivi obbligatori di efficienza energetica