Breviario sul nucleare in Italia

A cura di Francesca Fava

Il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile con ben 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra e da Azione, segna il ritorno dell’Italia nel settore dell’energia nucleare dopo una assenza durata quasi quarant’anni, dal referendum abrogativo del 1987.
Dunque, un passaggio legislativo di grande valenza politica, non solo energetica.

Il suddetto disegno di legge, tuttavia, non autorizza l’immediata costruzione di una centrale: affida invece al Governo il compito di costruire, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, una disciplina organica per il ritorno dell’energia nucleare nel mix nazionale.

Ma la storia del nucleare in Italia ha radici lontane, che risalgono al 1952, quando venne istituito il Comitato nazionale per le ricerche nucleari e, successivamente, nel 1962 entrò in funzione la centrale di Latina, primo grande impianto nucleare italiano.
Spinte anche dalla crisi petrolifera del 1973, arrivano poi le centrali di Garigliano e Trino; lo sviluppo del nucleare in Italia è velocissimo: nel 1966, infatti, l’Italia è il terzo produttore mondiale, dopo Stati Uniti e Regno Unito.

Negli anni settanta viene poi progettato l’impianto nucleare Caorso, il più grande d’Italia, che entrerà in funzione nel 1981.
Tuttavia, l’apice del successo dell’energia nucleare nel nostro Paese coincide anche con il suo declino: il disastroso incidente avvenuto nel 1986 alla centrale di Chernobyl ha mutato profondamente la percezione dell’energia nucleare in Europa.
L’Italia, in particolar modo, subisce un impatto enorme da questa tragica vicenda, tant’è che nel 1987 gli italiani vengono chiamati alle urne per tre referendum che riguardano vari aspetti della normativa nucleare. L’esito dei referendum determina un trionfo dei “si”,portando di fatto alla definitiva chiusura delle centrali nucleari italiane.

Da allora, tuttavia, la situazione geopolitica ed energetica è mutata completamente : la crisi del gas, la guerra in Ucraina, lo sviluppo delle rinnovabili e la sicurezza degli approvvigionamenti hanno portato il Parlamento italiano alla rivalutazione del nucleare come fonte di energia stabile e a basse emissioni di carbonio, ponendo la legge delega come punto di partenza per una tematica cruciale che, da sempre, ha diviso il nostro Paese.