
Nucleare sostenibile, il piano del governo
Facciamo il punto sul ritorno al nucleare, fonte di energia sul quale il governo sta preparando un disegno di legge che entro luglio dovrebbe essere approvato dal Parlamento. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nelle scorse settimane ha confermato l’iter parlamentare, aggiungendo che è in procinto di costituire dei gruppi di lavoro al ministero “per avviare, contestualmente ai lavori parlamentari, le attività preparatorie in vista della stesura dei decreti legislativi delegati necessari a disciplinarne gli aspetti autorizzativi, regolatori e industriali”.
Il ddl in Parlamento entro luglio
Per quanto riguarda il ddl, le Camere dovranno approvare solo il quadro giuridico, quello redatto da una serie di esperti. “Spero di poter consegnare all’Italia una legge sul nuovo nucleare sostenibile entro la fine dell’anno. Parlo del quadro giuridico non della decisione se adottare o no il nuovo nucleare in Italia. Questa scelta sarà fatta, se sarà considerata economicamente conveniente, da chi governerà tra qualche anno, quando sarà pronta a livello industriale la produzione dei piccoli reattori modulari”, ha detto Pichetto Fratin.
Negli obiettivi del governo, l’energia nucleare dovrà avere un ruolo chiave nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione, un passaggio decisivo per abilitare la produzione da fonte nucleare tramite le nuove tecnologie sostenibili. Tra queste gli Smr, Amr e microreattori.
Un piano a lungo termine
Se approvato dai due rami del Parlamento, il ddl darà mandato al governo di emanare e adottare i decreti esecutivi entro due anni dall’entrata in vigore per diversi aspetti della filiera nucleare. Ma per contenere i costi per famiglie e imprese servirà qualche decennio. Il ministero dell’Ambiente prevede una capacità nucleare installata compresa tra 8 e 16 gigawatt al 2050, in grado di coprire tra l’11% e il 22% della domanda elettrica nazionale.
Tra le misure previste dal ddl ci sono la regolamentazione della produzione di energia nucleare sostenibile, inclusa la generazione di idrogeno, lo smantellamento degli impianti esistenti e la gestione dei rifiuti radioattivi e la ricerca e lo sviluppo sull’energia da fusione.
Le nuove tecnologie
Ma cosa prevede il progetto del Governo? Investire in piccoli reattori modulari (Smr) e reattori di quarta generazione raffreddati a piombo, in grado di bruciare scorie e garantire maggiore sicurezza ed efficienza. Tecnologie che non saranno però disponibili prima del prossimo decennio.
Il ddl prevede anche l’elaborazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile e la creazione di un’Autorità di sicurezza nucleare, che garantirà un processo autorizzativo chiaro e una governance riformata del settore, con l’obiettivo di snellire gli aspetti burocratici.





