L’allargamento ad Est dell’UE: come le politiche agricole potrebbero fare da traino

A cura di Cosimo Stigliano

L’ulteriore allargamento ad Est, dopo quello del 2004, è una delle priorità presenti nell’agenda della Commissione Ursula Von Der Leyen II.

I paesi candidati ad entrare nell’Ue nel breve-medio periodo sono i Balcani Occidentali (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo) e i Paesi dell’Europa Orientale dove l’iter è ancora più complesso (Moldavia, Georgia e Ucraina).

L’agricoltura costituendo un pilastro strategico per l’UE, rappresenta un tema sensibile nel contesto del processo di allargamento.

Le implicazioni diventerebbero ancor più articolate proprio perché si tratta di una sfera che abbraccia e coinvolge variegati aspetti: economici, ambientali, geopolitici, sociali.

Sicuramente l’allargamento rappresenta un’opportunità senza precedenti per promuovere l’integrazione nelle sue varie sfumature, rafforzerebbe la competitività globale dell’UE, contribuirebbe ad intensificare la cooperazione politica ed economica, significherebbe creare nuovi sbocchi di mercato; a taleprocesso, però, vi sono associati anche dei rischi da non sottovalutare.

L’obiettivo resta quello di non distorcere gli equilibri agricoli all’interno dell’UE.

A partire dal tema del “food security”, nascerebbero delle preoccupazioni legate agli standard qualitativi. Mai come oggi, il tema della sicurezza alimentare occupa una posizione centrale nel dibattito internazionale. L’attenzione è focalizzata sulla necessità di garantire sistemi alimentari che siano non solo sicuri, ma anche sostenibili, in grado di rispondere alle esigenze attuali.

La Commissione Europea supporta gli stati candidati in un percorso di transizione graduale ma il processo richiede inevitabilmente tempo.

Tuttavia, non tutti gli Stati in corsa per l’adesione stanno avanzando allo stesso ritmo: nei Balcani occidentali sono stati compiuti progressi significativi, in gran parte grazie allo Strumento di Assistenza di Preadesione (IPA), che fornisce sostegno ai programmi di sviluppo rurale e promuove l’allineamento alla normativa della Politica Agricola Comune, attraverso iniziative come i programmi IRPAD III.

La situazione è notevolmente differente nei Paesi dell’Europa Orientale che aspirano ad entrare nell’UE (Moldavia,Ucraina,Georgia) poiché la situazione resta vulnerabile sotto diversi punti di vista: gravi carenze infrastrutturali, difficoltà nell’attrarre investimenti esteri, debolezze strutturali in termini di competitività economica.

E quale futuro attende la PAC? Un sistema già oggetto di critiche da parte degli agricoltori europei, che necessiterebbe di una profonda revisione in termini di redistribuzione dei fondi in caso di adesione di nuovi Stati, al fine di scongiurare il rischio di modellare un’Europa differenziata.

Tutto ciò non deve necessariamente trasformarsi in un senso di apprensione o essere percepito come una minaccia, poiché la PAC, nel corso della sua storia, è stata oggetto di continue revisioni e adattamenti.

Dal punto di vista della difesa e della sicurezza, l’allargamento del progetto europeo resta una priorità strategica per garantire stabilità nel continente e rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione Europea. Tuttavia, è inevitabile considerare le ripercussioni che un’ulteriore espansione potrebbe avere su settori cruciali, con l’agricoltura in prima linea tra le sfide più intricate.

L’integrazione dei nuovi Stati richiederà un ripensamento strutturale e radicale delle politiche agricole europee, ponendo sotto pressione il già delicato bilancio pluriennale 2028-2034.

Però, l’integrazione dell’agricoltura nel circuito delle catene del valore globale rappresenta non solo un’opportunità strategica per valorizzare le economie dei paesi emergenti, ma anche un elemento fondamentale per il loro posizionamento geopolitico.

Con l’avanzare del processo di allargamento che presenta sfide e opportunità, sarà fondamentale trovare soluzioni equilibrate per bilanciare gli interessi dei membri attuali con le esigenze di modernizzazione e armonizzazione normativa dei futuri aderenti, l’ennesima sfida ambiziosa che sarà oggetto di analisi e di discussione nei prossimi mesi.