
Meloni a Bari traccia la strada su energia e nucleare
A cura di Alarico Lazzaro
1413 giorni dopo, Meloni torna a Bari sul palco che suggella i successi del governo più longevo della Repubblica.
Nel lungo discorso ampio spazio viene dedicato anche al clima e alle nuove direttrici dell’ecologia dei conservatori: tutela della natura, difesa della sovranità agroalimentare, esportazione del Made in Italy, innovazione tecnologica e quel tanto agognato passo verso il nucleare.
“Abbiamo protetto questa nazione il più possibile dall’impennata del costo dell’energia ma adesso vogliamo che l’energia che serve all’Italia si produca il più possibile in Italia, ed è per questo che dopo quarant’anni abbiamo rotto un tabù e abbiamo riaperto la strada del nucleare. Esattamente come intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari, perchè non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se lo abbiamo in Basilicata. Perchè per noi la transizione non significa impoverire le famiglie, non significa chiudere le fabbriche, non significa consegnarci a future potenze straniere, significa autonomia, significa innovazione e significa neutralità tecnologica. Ci accusavano, ci accusano di essere negazionisti del cambiamento climatico. Noi non siamo negazionisti del cambiamento climatico, noi siamo negazionisti delle idiozie con cui la sinistra ci dice che dobbiamo combattere il cambiamento climatico perchè siamo banalmente persone intelligenti. Abbiamo protetto chi lavora la terra(…) dal furore ideologico dell’ambientalismo cieco perchè per noi chi coltiva, chi alleva, chi pesca non è un nemico dell’ambiente, è il primo custode della natura. Nessun governo prima del nostro aveva messo così tante risorse su questo settore. Oggi l’agricoltura italiana è la prima in Europa per valore aggiunto, il reddito agricolo cresce, l’agroalimentare supera ogni record, ci siamo battuti in Europa per scongiurare tagli al settore e ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto il principio di reciprocità. Chi vende in Europa deve rispettare le stesse regole che imponiamo ai nostri produttori, non è protezionismo, è buon senso” ha affermato la Premier tra applausi e cori.
A Bari il Presidente del Consiglio traccia la strada verso le urne del 2027 lasciano trasparire come la questione ambientale sia una priorità della coalizione di governo.





